CREAZIONE E BUCHI NERI
Per Hawking il «Fattore
Dio»
sarebbe all'origine della creazione e avrebbe giocato un ruolo
importante nel determinare la forma attuale dell'Universo.
di Antonino Legname
Stephen Hawking,
conosciuto per i suoi studi sui buchi neri, oggi, 14 marzo 2018, è morto. Per trent'anni, dal 1979 al
2009, lo scienziato occupò la cattedra lucasiana di matematica all'Università di Cambridge in
Inghilterra, un tempo occupata da Isaac Newton; in una intervista alla ABC
Television, nel 1989, lo scienziato ammise: “È difficile discutere sull'origine
dell'universo senza menzionare il concetto di Dio. La mia opera sull'origine dell'universo
è al confine tra scienza e religione, ma io cerco di rimanere dal lato
scientifico del confine. È del tutto possibile che Dio agisca in modi che non
possono essere descritti dalle leggi scientifiche”[1]… Nel febbraio 2016 Hawking sorprese la
comunità scientifica quando, durante un discorso agli studenti dell'Università
di Cambridge, annunciò che egli crede che dietro la creazione ci sia «una
qualche forma di intelligenza». Lo scienziato riferisce che dopo anni di
ricerca è arrivato alla conclusione che esiste uno strano fattore scientifico
che per molti versi è in contrasto con le leggi universali della fisica. Questo
strano fenomeno egli lo chiama «il fattore Dio», che sarebbe all'origine della
creazione e avrebbe giocato un ruolo importante nel determinare la forma
attuale dell'Universo[2].
Ammettere che ci sia all'inizio di tutto un «disegno intelligente» non dimostra
in alcun modo che Dio esiste, ma dice solo che una «forza come Dio», «God-like
force», ha svolto un ruolo nella creazione dell'Universo, che si può datare
circa 13,8 miliardi di anni fa. E pensare che da sempre Hawking si era
dichiarato ateo e a proposito della nascita dell'universo aveva sostenuto:
«Poiché esistono leggi come quella della gravità, l'universo può crearsi e si
crea dal nulla. La creazione spontanea è il motivo per cui c'è qualcosa anziché
nulla, per cui l'universo esiste, per cui noi esistiamo! Non è necessario
invocare Dio»[3]. Le
dichiarazioni del cosmologo inglese a favore del «Disegno Intelligente», come
c'era da aspettarsi, hanno provocato forti reazioni di dissenso nella comunità
scientifica e qualcuno è arrivato a dire che per Hawking era giunto il momento di
andare in pensione perché anche le grandi menti col tempo cadono[4].
Cosa ha portato lo scienziato a questo cambiamento radicale di rotta?
Certamente, come lui stesso racconta, ha avuto un influsso forte l'esperienza
di quasi-morte del fratello, colpito da un infarto, e per 43 minuti
clinicamente morto: «La scienza moderna si basa sulla
percezione che la coscienza si trova all'interno del cervello umano, ma quello
che mio fratello ha sperimentato nel corso della sua morte clinica, non riesco
a spiegare. Lui mi ha detto dell'esistenza di un essere senziente, di un
altro mondo, che ha chiamato Dio»[5].
Questo è quello che ha riferito lo scienziato! Per inciso, voglio annotare che
Hawking, in occasione della riunione Plenaria della Pontificia Accademia delle
Scienze, che si è svolta a partire dal 25 novembre 2016, ebbe un incontro
privato con Papa Francesco.
[1] Citato
da Kitty Ferguson, Stephen Hawking: Quest for a Theory of everything,
Bantam, New York 1992, p. 85:[ Trad. it. Stephen Hawking.
Una vita alla ricerca della Teoria del Tutto, Rizzoli 2011].
[2] http://worldnewsdailyreport.com/stephen-hawkins-admits-intelligent-design-is-highly-probable/
[3]
https://it.wikipedia.org/wiki/Stephen_Hawking#cite_ref-124
[4]
http://worldnewsdailyreport.com/stephen-hawkins-admits-intelligent-design-is-highly-probable/
[5]
Ibid.